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investitori
il progetto

tecnologia della carne coltivata

La carne coltivata è prodotta attraverso la coltivazione di cellule animali in un ambiente controllato.
1. Prelievo delle cellule: si prelevano cellule animali da un animale vivo, di solito attraverso una biopsia minimamente invasiva. Le cellule più utilizzate sono le cellule staminali, che hanno la capacità di crescere e differenziarsi in vari tipi di tessuti (muscolo, grasso, etc.).
2. Coltivazione delle cellule: le cellule vengono messe in un bioreattore. Qui ricevono un mezzo di crescita, un liquido ricco di nutrienti come proteine, zuccheri, minerali e fattori di crescita che imitano le condizioni del corpo animale.
3. Proliferazione e differenziazione: Le cellule si moltiplicano e si sviluppano in tessuti specifici (ad esempio muscoli e grasso), formando strutture simili alla carne.
4. Assemblaggio: Il tessuto ottenuto può essere assemblato per creare prodotti finali, come hamburger, polpette o filetti. Questo può essere fatto tramite tecnologie di stampa 3D o stratificazione.
La carne coltivata ha lo stesso profilo nutritivo della carne tradizionale.

provetta per la ricerca e lo sviluppo della carne coltivata

tecnologia del latte coltivato

Il latte coltivato è prodotto utilizzando tecnologie di fermentazione di precisione. Questo processo non coinvolge animali.
1. Identificazione del DNA del latte: si identificano i geni responsabili della produzione delle proteine principali del latte (come caseina e siero) in vacche o altri mammiferi.
2. Inserimento nei microrganismi: Questi geni vengono introdotti in microrganismi come lieviti, batteri o funghi attraverso tecniche di ingegneria genetica.
3. Fermentazione di precisione: i microrganismi vengono messi in bioreattori e nutriti con zuccheri e altri nutrienti, diventando così in grado di produrre le stesse proteine presenti nel latte.
4. Assemblaggio delle proteine: le proteine prodotte vengono combinate con acqua, grassi vegetali, minerali e vitamine per ricreare il latte completo. Questo latte può essere usato per produrre derivati come formaggi e yogurt.

legislazione

La Legge n. 172/2023 vieta la produzione e l'immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti o prodotti a partire da colture cellulari. Il fine della norma è tutelare la salute umana e il patrimonio agroalimentare nazionale.
Si tratta di una norma confermativa di quanto stabilito dal Regolamento EU n. 2283/2015, secondo cui un alimento considerato "nuovo", come quelli derivanti da colture cellulari, prima dell'immissione sul mercato deve essere autorizzato. Al giorno d'oggi nessun alimento prodotto a partire da colture cellulari è stato approvato (anche perché ancora non n'è mai stato sottoposto uno alla Commissione).
La legge non vieta la ricerca e, ad ogni modo, è incompatibile con il cosiddetto "principio di precauzione". Quest'ultimo permette misure temporanee per tutelare la salute in caso di rischi alimentari e incertezza scientifica, ma queste devono essere proporzionate e compatibili con il mercato unico: una legge imperativa non potrà mai essere considerata compatibile, perché non provvisoria.
le nostre sfide

industrializzazione

Gli ultimi passi della ricerca sulle colture cellulari sono concernenti la portabilità su larga scala dei processi di produzione. I limiti sono economici e gli investimenti devono concentrarsi sulla ricerca per l'abbattimento dei costi di produzione. Ad oggi (2025), un chilo di carne coltivata costa circa 85$.
donna che lavora in un impianto alimentare industriale

sensibilizzazione ed engagement dei clienti target

Anche a causa della disinformazione e della forte tradizione agroalimentare che, giustamente, vogliamo preservare, nuove tecnologie del tutto innocue (e spesso benefiche), come gli OGM e appunto le colture cellulari sono considerate nocive per la salute, destando preoccupazioni generalizzate.
Di fondamentale importanza sarà, quindi, la campagna di sensibilizzazione e di informazione dei clienti: il primo passo è far abbandonare l'immagine di un prodotto di laboratorio, sintetico, in favore di quella di un alimento di origine animale, con le caratteristiche rivoluzionarie per l'industria zootecnica di cui nella sezione "Obiettivi" di questo sito.
Questo è il messaggio che intendiamo comunicare ai clienti, a partire dal logo e dal nome della società: la vacca rammenta che azoon non è un'azienda chimica, ma una vera e propria "fattoria biotecnologica", la cui materia prima è l'animale, non sfruttato né tantomeno macellato.
Sarà interessato a consumare i nostri prodotti chiunque voglia introdurre nella propria dieta cibi che non abbiano causato inquinamento, consumato troppa energia ed eroso troppo suolo, sprecato troppa acqua, nuociuto a degli esseri viventi. Si tratta di una larga fetta di mercato.

commercializzazione e comunicazione B2B

Ciò che ci differenzia dai competitors nell'industria delle colture cellulari è la nostra visione.
Il nostro obiettivo non è eliminare le eccellenze agroalimentari italiane: il Parmigiano Reggiano, la mozzarella di bufala campana, il gorgonzola, le carni scottona, chianina e fassona, il guanciale di cinta senese, etc.
Le colture cellullari non possono ricreare ciò che non è presente nel codice genetico: il luogo dove l'animale vive, l'aria che respira, il cibo di cui si nutre, l'acqua che beve, la cura che ha ricevuto. Il sapore che tutti questi fattori conferiscono non è replicabile in laboratorio; sono proprio questi elementi, però, a dare alla carne e al latte, con cui nel nostro Paese produciamo i formaggi tra i più famosi e pregiati al mondo, il loro gusto caratteristico e autentico.
Quindi, qual è lo scopo della carne e del latte coltivati? Semplicemente, senza scendere a compromessi e perfino, in taluni casi, elevanodone la qualità, sostituire i prodotti derivati dalla macellazione e dallo sfruttamento laddove la qualità e la tradizione cui siamo legati cessano di essere manifesti: nei prodotti processati surgelati, precotti, preconfezionati, industriali, e quelli di bassa qualità.

Il quesito da porsi è il seguente:
ha davvero senso uccidere un pollo per un cordon bleu surgelato o per delle crocchette per cani? Una vacca per l'hamburger di una catena fastfood? Ha senso sfruttare una vacca per produrre i cosiddetti "formaggi di plastica" o i mattoncini di "mozzarella"?
La risposta pare, ed è, semplice: no, non è logico. Non quando è disponibile un'alternativa sostenibile, etica, e che garantisce una qualità dal punto di vista nutrizionale superiore a molti dei prodotti presenti sul mercato.
azoon si pone come obiettivo la produzione di carni e latte derivanti da colture cellulari al fine di distribuirli in vendita indiretta e diretta. I prodotti commercializzabili sono molteplici: macinato di manzo e di suino, salsicce, hamburger, preparati come polpette, cotolette e similari; prodotti caseari di vario genere.
Sarà possibile offrire i nostri prodotti per l'acquisto sia ai privati sia alle aziende che operano nell'industria alimentare e in quella dei mangimi animali, nonché alle catene di fastfood e ai ristoranti.